LA STORIA

Il Vate lo adorava. Lo chiamava “principe degli orafi”, perché riusciva sempre a soddisfare le sue turbinose fantasie estetiche. Gabriele D’Annunzio immaginava e Mario Buccellati, “il principe”, realizzava con ineguagliabile raffinatezza. Dei Buccellati orafi in Milano si ha notizia fin dalla metà del XVIII secolo anche se la grande fama venne solo con Mario che nel 1919 rilevò la gioielleria dei noti orefici milanesi Beltrami e Besnati, in cui aveva fatto apprendistato, e aprì il suo primo negozio in Via Santa Margherita 19, tra il Duomo e la Scala.

In pochi anni lo stile di Mario si affermò. Si ispirava alla tradizione classica rinascimentale, ma con tecniche di lavorazione nuove ed originali e di eccelsa fattura. Monili e gioielli, pochette, scatole finemente incise, vasi e coppe: l’opera di Mario era varia. La sua creatività incantò D’Annunzio che a partire dal 1922 diventò uno dei suoi clienti più fedeli e poi anche un amico, come testimonia il ricco carteggio epistolare che ci è giunto. Il Poeta era generoso con sé e con gli altri: “Io ho quel che ho donato” diceva un suo motto veritiero. E sommerse Mario di richieste: per sé, per i suoi amici, per le sue donne. E anche di lodi: “Come é bello il diadema! Lo provo alla mia fronte calva. Le scatole sono ancor più fieramente incise, in paragon delle altre. Bravo! Quel tuo braccialetto traforato suscitò entusiasmi quasi lacrimosi in chi l’ebbe. Squisito é l’anello ‘eterno’, con i miei due colori araldici, il rosso e il blu….”. D’Annunzio volle che tutti i gioielli creati per lui fossero firmati con lo pseudonimo di Mastro Paragon Coppella. Buccellati lo accontentò. La sua fama volava alta e raggiunse famiglie reali: quelle d’Italia, di Spagna, del Belgio e d’Egitto, la regina d’Inghilterra, le corti Vaticane di Pio XI e Pio XII. Aprì due nuovi negozi: a Roma, in Via Condotti nel 1926 e a Firenze, in Via Tornabuoni, nel 1929. Finita la guerra, Mario sbarcò negli Stati Uniti e aprì un negozio a New York che ottenne un immediato successo. Fu anche uno dei primi ambasciatori dell’arte e della tradizione orafa italiana. Una tradizione che nell’orafo milanese ha assunto caratteri di originalità tali da creare un suo inconfondibile stile, lo stile Buccellati: delle forme che fondono in se’ diverse fonti di ispirazione: l’arte dell’antica Grecia e dell’antica Roma e il Rinascimento prime tra tutte.

Dopo la morte di Mario, nel 1965, i quattro figli maggiori raccolsero l’eredità paterna rimanendo uniti fino al 1969, anno in cui decisero di separarsi e di prendere strade indipendenti. Federico ha portato avanti l’attivita’ dei negozi di Milano e Roma, quest’ultimo l’unico ad essere rimasto nella sede originaria voluta dal fondatore Mario; a Lorenzo e’ toccato il negozio di Firenze mentre a Gianmaria e Luca quelli di New York.

Oggi con Lorenzo e Benedetta, figli di Federico, la tradizione Buccellati continua. I due fratelli sono molto affiatati. Il lavoro li tiene quasi sempre lontani: uno, Lorenzo, in giro per il mondo a fare strategie di mercato (sotto la sua guida e’ stato aperto piu’ di vent’anni fa il negozio a Tokyo e gli studi per aprire altri punti vendita in Estremo Oriente), l’altra, Benedetta, in “bottega” a seguire la produzione ascoltando la sua sensibilità e i precisi messaggi del fratello, attento interprete degli umori e degli amori del nostro mondo. Niente dell’eredità di Mario è andato disperso. Il tempo passa, le mode cambiano ma il gioiello Buccellati conserva il suo fascino inconfondibile. Ed il segreto e’ che ogni prodotto realizzato da Buccellati è un classico che segue la moda. Si può ben dire che l’eredità di Mario è salva!

IN ANNI

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